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Associazione A77

Lettera di Martino (Mwanza 2011) PDF Stampa E-mail

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Sono tornato da un viaggio meraviglioso in Tanzania, terra africana di rara bellezza, con i miei amici Ninni e Stefano che sono inoltre rispettivamente il presidente di Asantesana e il responsabile della stessa associazione a Padova.

Lo scopo di questo viaggio oltre ad una bellissima vacanza, era quello di andare personalmente a visitare i progetti sia quelli già avviati che quelli ancora su carta, nello specifico il progetto riguadante il carcere di Butimba nella città di Mwanza,rivolto in particolare alla sezione femminile e ai bimbi figli delle detenute stesse.

Questa esperienza è stata talmente toccante che mi è molto difficile riuscire a trasmettervi in poche parole le emozioni che tutti noi abbiamo vissuto.

Dopo aver preso appuntamento con le autorità del carcere io Stefano Ninni Luigi (medico espatriato di Asantesana) ci siamo trovati con Mr. Fred presidente della Associazione Hisani partner locale per i progetti.

L'incontro con le autorità ha avuto una prima fase interlocutoria e ci sono state concesse le seguenti proposte:

- la costruzione di un'asilo all'esterno sempre nel territorio adiacente il carcere, dove i bambini verranno curati nutriti ed educati da assistenti sociali locali e volontari anche provenienti dall'Italia organizzati da Asantesana

- la costruzione di docce e bagni nel cortile comune dove le detenute passano la maggior parte della giornata.

- corsi di cucito e di batik che successivamente verranno commercializzati attraverso la costituzione di una cooperativa che si occuperà della rete di distribuzione.

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Parte del ricavato sarà utilizzato per la gestione ordinaria e straordinaria delle attività della cooperativa, ma la cosa più importante é che i proventi di queste attività potranno essere accantonati su conti correnti bancari intestate alla detenute stesse per poter, a fine pena, avere delle risorse nel periodo di reinserimento sociale.

Il momento più emozionante è stato l'incontro con le recluse alle quali avevamo portato in dono generi di conforto. Lungo il tragitto abbiamo avuto la fortuna di incontrare e conoscere il direttore del carcere, il quale, dopo le presentazioni ci ha chiesto se potevamo donare dei palloni per la sezione maschile, fortuna vuole che giusto qualche tempo prima una decina di palloni erano stati regalati all'Associazione locale Hisani.

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Tutto come per incanto i tasselli di un puzzle pazzesco si incastravano per magia (per la cronaca il giorno dopo tutti giocavano a pallone). Arrivati ai cancelli della sezione feminile siamo stati accolti dalle secondine (dei donnoni a due ante). Tra di noi il morale era alto e forse i nostri sorrisi e la nostra ilarità sono state contagiose quindi si è creato un clima talmente particolare da fare uscire dal profondo di tutti noi, emozioni mai provate prima a tal punto che, dopo aver chiamato a raccolta le detenute di fronte a noi hanno deciso (a detta di Luigi e Mr. Fred cosa mai successa prima) di aprire il cancello che ci divideva.

Dopo che il dirigente ha spiegato loro chi eravamo e perchè eravamo li, una detenuta si è avvicinata con un frugoletto di pochi mesi nato in carcere. Una secondina dopo averla presa la passò prima a Luigi che dopo averla coccolata per qualche istante con gli occhi che piangevano di gioia la passo' in braccio a Ninni che ormai si stava letteralmente sciogliendo .

Alla domanda come si chiamasse questa deliziosa creatura la mamma pronunciò il nome Happiness, questo nome dice tutto, sarà il titolo di questo viaggio e di questo progetto che spero possa trovare altri volontari e non con la volontà di condividere questa esperinza insieme.

La nostra presenza e la certezza del nostro impegno ha sicuramente dato nuova linfa e motivazioni per andare avanti alle detenute.

Per finire la giornata in bellezza ci siamo poi recati alla casa famiglia dei ragazzi di strada di Hisani, progetto in essere già da molto tempo, possibile futura residenza dei bambini del carcere, dopo aver compiuto i tre anni di età. In questo luogo siamo stati rapiti dallo sguardo e dalla dolcezza dei piccoli ospiti ai quali abbiamo portato delle caramelle.

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Torno a casa con il cuore gonfio di gioia e con la speranza di trovare presto i fondi necessari, per potervi contagiare.

 

Un forte abbraccio Martino

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